
respiro ancora quell’aria,
quel soffio di vento
che cerca il suo tempo
la ragione, la memoria. Nei sensi d’anima
cerco l’ultima follia
di primavera inoltrata,
che nei bianchi capelli
s’aprì un varco. E cerco te che cerchi altro
che cerchi te attraverso me
che cerco te altrove
e altrove di capire. Nell’insano girotondo
scovo regole nascoste
della logica del vivere
della razionalità del sopravvivere. Cerco la fonte luminosa
e chi la sprigionò,
quel flebile raggio di sole
che un giorno
s’aprì nell’uniformità del buio,
quel piccolo
che si schiuse all’immenso
a quell’infinito
dov’IO non sapevo spaziare
dove la bellezza dominava,
dove solo l’amore -insegnava a volare Ernesto Guevara
anna schettini
9 Ottobre 2012 @ 19:41
tenera..