• Dossier Bergoglio: il rapimento dei figli dei desaparecidos

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    Ripubblichiamo questo articolo di Giulia De Baudi dopo che ieri Bergoglio ha dato il meglio di sè:

    «Bisogna garantire protezione giuridica all’embrione tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza». L’appello di Bergoglio è arrivato puntuale, stamane, prima della preghiera del Regina Caeli, recitata in piazza San Pietro, nel giorno in cui a Roma si è tenuta la “marcia per la vita” .

    Ritengo queste idee sulla vita dell’embrione deliranti, perché l’embrione non solo non possiede virta umana, ma, sino a 23/24 settimane non possiede neppure la possibilità di vita. Leggi QUI

    Roma 13 maggio 2013

    Come ha ricordato in una recente intervista la scrittrice argentina Elsa Osorio, Bergoglio «Faceva parte della gerarchia cattolica argentina. E la gerarchia era complice della dittatura». Bergoglio quindi non poteva non sapere del traffico di neonati di cui parla l’articolo qua sotto. Tant’è che per questi crimini è stato denunciato da Las Abuelas de Plaza de Mayo. Al processo ha negato di essere a conoscenza della sparizione dei neonati.

    Roma 15 maggio 2014

    GCZ

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    vendada

    di Giulia De Baudi

    Ho lo stomaco chiuso: oggi giornali e televisioni hanno dato la notizia delle condanne per il rapimento dei figli dei desaparecidos da parte di molti responsabili della giunta militare argentina: Jorge Rafael Videla è stato condannato a 50 anni di carcere per il sequestro dei figli dei desaparecidos durante l’ultimo regime militare (1976-1983). Insieme a quel porco di Videla sono stati condannati, per lo stesso reato, altri esponenti della giunta: 15 anni a Reynaldo Brignone, ultimo capo del regime militare; 30 anni e Jorge Acosta, “el Tigre”, il criminale che diresse il campo di concentramento dell’Esma, la scuola tecnica della Marina, dove migliaia di ragazzi e ragazze vennero torturati, stuprati e poi accompagnati al “volo” dai cappellani militari.

    vuelos de la muerte

    Un’altra condanna si va ad aggiungere a questi uomini che si fa molta fatica a definire esseri umani, che durante la feroce dittatura si resero responsabili di almeno 30.000 sparizioni di giovani di sinistra e dei loro figli che nascevano nelle stanze di tortura dell’Esma. Le donne dopo aver partorito venivano sempre uccise.

    La stampa italiana, sempre prona davanti alla Chiesa cattolica non ha detto e non dirà nulla sulla responsabilità dei vertici vaticani che in quel periodo, come scrisse Horacio Vertbitsky nei suoi libri, Il volo e L’isola del silenzio, spronavano i militari ad eliminare l’erba cattiva. Responsabilità emerse anche durante questo processo.

    Woytjla con il suo amico, il genocida Pinochet

    Lo spasmo allo stomaco si attenua leggendo El Pais. All’estero, e persino nella cattolicissima Spagna, i giornalisti non scrivono dopo essere passati a prendere le veline dai vescovi cattolici. Sul El Pais la notizia sul coinvolgimento della chiesa di Roma sta in prima pagina: «Muchos de ellos aún siguen dando misa»

    «Molti di loro continuano a dire messa». Queste le parole Victoria Montenegro,  36 anni, figlia di genitori desaparecidos, la quale afferma che il piano sistematico del rapimento dei neonati, come è venuto a galla durante questo processo «ha dejado en evidencia la participación que tuvo la Iglesia en los hechos»; «ha posto in evidenza la partecipazione che ebbe la Chiesa in questi fatti».

    «Nel mio caso – racconta Victoria – coloro che si appropriarono di me mi raccontarono che venni “ritirata” in un commissariato. (…) Nel commissariato c’erano molti neonati, sorvegliati da monache cattoliche, che aspettavano di essere ‘adottati’ da “buenos cristianos”. Di fatto a me mi battezzò nel commissariato un prete che sapeva perfettamente che le persone che mi stavano prelevando non erano miei genitori».

    «A questi rapimenti collaborarono gli stessi sacerdoti – continua Montenegro – che benedivano le armi dei carnefici e ‘davano sostegno’ agli uomini prima dei voli della morte». Un programma criminale messo a punto nella Spagna franchista dove, come racconta Simona Maggiorelli in un articolo pubblicato da Left il 12 maggio 2012, fin agli anni ’70 la Chiesa cattolica fu complice della compravendita di neonati che venivano brutalmente sottratti da madri che avevano contratto il “gene del marxismo”.

    «Quando non sapevamo a chi rivolgersi per avere giustizia la Chiesa cattolica non solo non ci aiutò ma cercò in tutti i modi di opporsi alle ricerche», ricorda la vicepresidentessa de las Abuelas de la Plaza de Mayo, Rosa Roisinblit.

    Argentina 1978: Videla con un vescovo cattolico

    E così, per ora, mentre l’ex dittatore argentino Jorge Rafael Videla e altri criminali sono stati condannati, le gerarchie ecclesiastiche argentine e i responsabili del Vaticano che già negli anni sessanta preparavano la mattanza nell’America latina ‘contaminata’ dalla Teologia della liberazione, continuano imperterriti a parlare di amore cristiano utilizzando i nostri otto miliardi per pagare anche il silenzio servile dei giornalisti italiani.

     7 luglio 2012

    Vedi video del pronunciamento della condanna di Videla e leggi per intero l’articolo de El Pais.

    http://internacional.elpais.com/internacional/2012/07/05/actualidad/1341478049_436607.html#sumario_4

    Qui DOSSIER BERGOGLIO

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