In un paese lontano (Lonigo) c’era un re che aveva un unico figlio. Ormai era vecchio e sperava che il figlio trovasse la sposa giusta per lui. Il re disse: “Darò una grande festa perché tu possa trovare una sposa degna di te”. Al bando risposero tante principesse che presero parte al ballo. Il principe, però, non trovò la sposa per lui. Il re deluso si infuriò e ordinò al principe di andare a cercarsi una moglie. Il principe, con il suo cavallo, partì per andare lontano. Lungo la strada incontrò una vecchia signora che gli chiese da bere perché era assetata, ma non aveva nulla con cui dissetarsi. Il principe, prontamente, le offrì l’acqua della sua bisaccia. La donna ringraziò e gli chiese dove fosse diretto. Il principe le raccontò, così, la sua storia. La vecchia gli rispose: “Per ricompensarti della tua premura, ti voglio rivelare un segreto: nel castello dell’orco puoi trovare le principesse delle tre melarance. Vai e prendile, ma attento a non svegliare l’orco: quando dorme ha gli occhi aperti, quando è sveglio ha gli occhi chiusi”.
Il principe ringraziò e subito si mise alla ricerca del castello dell’orco. Lungo la strada incontrò un vecchietto che spingeva faticosamente il suo carro. Il principe scese da cavallo e lo aiutò. Anche il vecchietto chiese dove il principe fosse diretto e dopo aver ascoltato la sua storia gli disse: “Per ricompensarti della tua premura ti voglio regalare questo pezzo di strutto”. Il principe fu stupito di questo dono, comunque ringraziò. Continuando la sua strada incontrò una vecchia tessitrice molto triste perché si era rotta la ruota del suo telaio.
Il principe scese da cavallo e l’aiutò a riparare il telaio. La tessitrice chiese dove il principe fosse diretto e dopo aver ascoltato la sua storiagli disse: “Per ricompensarti della tua premura, ti voglio regalare questa corda”.
Il principe fu stupito di questo dono, comunque ringraziò. Il principe riprese il cammino e incontrò una contadina che trasportava un grosso carico di legna sulle spalle. Il principe scese da cavallo e l’aiutò a portare quel peso fino a casa. Anche la contadina chiese dove il principe fosse diretto e dopo aver ascoltato la sua storia gli disse: “Per ricompensarti della tua premura, ti voglio regalare questa scopa”.Il principe fu stupito di questo dono, comunque ringraziò.
Cammina cammina finalmente arrivò al castello dell’orco ma si fermò davanti al cancello perché i suoi cardini e catenacci erano arrugginiti. Fu allora che si ricordò dello strutto: con pazienza unse cardini e catenacci così il cancello si aprì senza far rumore. “Per fortuna avevo questo strutto” pensò. Dopo qualche passo, in mezzo al cortile, vide una donna che attingeva l’acqua dal pozzo tirando su il secchio con le sue trecce. Impietosito pensò di regalarle la corda che aveva con sé. “Per fortuna avevo questa corda” pensò.
Dopo aver attraversato il cortile giunse ai piedi della grande scalinata del castello. Vide che era ingombra di rami, foglie secche, ragnatele, polvere e rifiuti di ogni genere, così pensò di pulirla per poter passare senza far rumore. “Per fortuna avevo questa scopa” pensò. Gradino dopo gradino arrivò alla stanza dell’orco. Osservò attentamente e vide la mensola dove erano appoggiate le tre melarance es otto stava il letto con l’orco che aveva gli occhi aperti. “Bene, bene, sta dormendo” disse il principe. Si avvicinò senza far rumore, prese la prima melarancia e la mise nella bisaccia; prese la seconda e la mise nella bisaccia; prese la terza e la mise nella bisaccia.
Pian piano ritornò sui suoi passi, ma arrivato alla porta l’orco svegliandosi chiuse gli occhi e vide il principe. Lo rincorse gridando: “Adesso te magno!” Corri, corri, corri, il principe arrivò alle scale e l’orco disse: “Scale, rompeve!” Ma le scale risposero: “No, perché gera tanti ani e tanti mesi che nissun ne scoeva, el principe l’a fatto. Che a passa!”
Corri, corri, corri, il principe arrivò al pozzo e l’orco disse: “Dona, butalo nel pozzo e falo niegare!” Ma la donna rispose: “No, perché gera tanti ani e tanti mesi che nissun me deva la corda per tirare su l’acqua, el principe l’a fatto. Che a passa!”
L’orco si infuriò. Corri, corri, corri, il principe arrivò al cancello e l’orco disse: “Cancelo, serate, non farlo passare!” Ma il cancello rispose: “No, perché gera tanti ani e tanti mesi che nissun me onzeva, el principe l’a fatto. Che a passa!”
Il principe, infine, raggiunse il suo cavallo e in fretta si allontanò al galoppo per paura di essere raggiunto. Dopo un giorno e una notte si fermò per riprendere fiato. Preso dalla curiosità volle vedere le tre melarance. Prese la prima e con un coltello la aprì: ne uscì una bellissima principessa con un vestito color del rame che disse: “Amore ho sete, dammi da bere”
Ma il principe, che non aveva più acqua nella bisaccia, rispose: “Amor non ne ho” “Allor morirò” sospirò la principessa. Il principe dal dispiacere riprese il cammino. Dopo un giorno e una notte si fermò per riprendere fiato. Prese la seconda melarancia e l’aprì. Ne uscì una principessa ancor più bella con un vestito trapuntato d’argento. “Amore ho sete, dammi da bere”
“Amor non ne ho” “Allor morirò” Preso dallo sconforto riprese il cammino. Dopo un giorno e una notte si fermò per riprendere fiato, ma questa volta si fermò vicino a una fonte. Aprì la terza melarancia e ne uscì una principessa bellissima vestita d’oro. “Amore ho sete, dammi da bere ”“Amor ne ho” “Allora vivrò” Il principe con le mani attinse l’acqua e la porse alla principessa che bevve. La prese per mano, la fece salire sul cavallo e la portò al castello. Il re, quando li vide arrivare, organizzò subito una grande festa per accogliere gli sposi. Il principe disse al re: “Ecco, ho trovato la mia sposa.” E subito si celebrarono le nozze.